Il pallone è mio e ci gioco io, disse un giorno il piccolo Zuck

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Forse sarò esagerato, me ne rendo conto – ma non riesco a togliermi dalla testa questa idea: Zuck vuole essere il solo a giocare con propri giocattoli.

In pratica è come un bambino che va al parco con il proprio pallone da calcio e invita tanti altri bambini a giocare con lui. Giocano un po’, si divertono pure. Finché, alla fine, al piccolo Mark non va più a genio qualcosa e allora si riprende il pallone e se ne torna a casa, al suono di “Il pallone e mio e ci gioco io”. Punto. Agli altri bambini non resta altro da fare che divertirsi a guardare il piccolo Zuck che gioca con il suo bel pallone da calcio.

Fuori di metafora: Mark Zuckerberg ha deciso che deve essere il solo a trarre vantaggi da Facebook e Instagram.

Dico questo con la piena consapevolezza di sembrare un complottista che crede nella terra piatta, nel falso allunaggio, nelle scie chimiche, negli uomini rettile e compagnia bella. A scanso di equivoci: non lo sono. Però ‘sta cosa di Zuckerberg che fa lo scompagnone non riesco a togliermela dalla testa.

Questa idea è nata in due momenti: il primo quando Facebook ha iniziato a dare suggerimenti sempre più dettagliati ai proprietari delle Pagine su come gestirle(arrivando anche a offrire consulenze gratuite e gestioni a pochi Euro); il secondo quando ha deciso di provare a togliere i like da Instagram.

Due momenti che entrano a gamba tesa sul lavoro di agenzie di marketing, influencer e social media cosi in generale. Poi, certo, se un’agenzia è brava e se un social media coso non è un cialtrone bla bla bla quanto volete – non cambia la sostanza dell’azione.

Non entro nei dettagli della questione, perché non mi va – preferisco lanciare un sasso nell’acqua e guardare la meccanica ondulatoria del cervello umano.

Ad ogni modo, ovviamente, il piccolo Zuck può fare come vuole e può anche continuare a giocare da solo con il suo bellissimo pallone da calcio – finché non si sgonfia si divertirà un mondo!

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