Il marketing e il potere dell’omologazione

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Un nuovo prodotto, in un preciso momento, riesce a emergere dal mare magnum di prodotti simili e a conquistare gran parte dei consumatori – anche chi non vorrebbe.

(Articolo apparso per la prima volta su cloudsindustry.com il 3 settembre 2018, con il titolo Il Marketing e il potere dell’Omologazione)

C’è un fenomeno che mi ha sempre interessato, ed è questo: un nuovo prodotto, in un preciso momento della sua promozione, riesce a emergere dal mare magnum di prodotti simili e a conquistare la stragrande maggioranza dei consumatori – persino chi ha sempre fatto di tutto per non farsi raggiungere.

È il potere dell’omologazione.

Quando le radio iniziano a passare un brano del più sfigato e sconosciuto tra tutti gli artisti più sfigati sconosciuti che ci siano sulla faccia della terra, state pur certi che quel brano diventerà un successo, e conquisterà almeno il disco d’oro – se non quello di platino.

Quando tutti i personaggi influenti hanno iniziato a sfoggiare i propri BlackBerry, i BlackBerry sono diventati un must: tutti ne avevano uno: prima i fan, poi gli amici dei fan, poi i geek, poi gli amici dei geek, poi chi non ne capisce niente e compra quello che hanno tutti – così per star sicuri. Poi è arrivato il fenomeno Steve Jobs e la storia si è ripetuta con i prodotti Apple.

Stesso discorso per i libri sugli scaffali delle librerie e i pantaloni con il risvoltino nelle vetrine dei negozi. Per dire.

Manco a farlo a posta, proprio in questi giorni ho rivisto il film Eternal Sunshine of the Spotless Mind di Michel Gondry che, sebbene parli di altro, mi ha ficcato in testa questa domanda: possibile che qualcosa diventi così tanto importante nella vita di qualcuno da determinare la sua identità personale?

Il mercato riempie così tanto la nostra vita con il suo nuovo prodotto di punta che, alla fine, la nostra vista e il nostro gusto si abituano a questa condizione; da questa abitudine, poi, si forma un nuovo concetto di necessità, per cui si avverte il bisogno di possedere quello che tutti hanno, per potersi identificare con la moltitudine e sentirsi al sicuro.

Certo, perché le persone, in fondo, vogliono solo sentirsi sicure. Per questo vogliono comprare quello che già altri hanno comprato, leggere quello che già altri hanno letto, ascoltare la musica che tutti stanno ascoltando, vestirsi come tutti si vestono e compagnia bella.

Pensate alla tipica frase con cui le commesse cercano di invogliarti all’acquisto: «Questo prodotto è bellissimo: ne ho venduti tantissimi quest’anno!».

Fanno leva proprio sul potere dell’omologazione. E il più delle volte riescono a portare a casa il punto.

Per farla breve, il consumatore medio più che il prodotto che sta per acquistare guarda chi (e quanti) lo hanno acquistato prima di lui.

È il potere rassicurante dell’omologazione, c’è poco da fare.

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