Che giorno è domani?

La prima domanda che viene in mente in questi giorni di pandemia da COVID-19 è: Quanto durerà? O meglio: per quanto tempo ancora dovremo restarcene chiusi in casa?

Purtroppo non c’è una risposta convincente all’infuori di questa: il tempo necessario. Grazie al cavolo, direte voi. Non dipende da me, vi risponderei io.

Mi tornano in mente quei discorsi che si fanno in famiglia, un po’ provocatori un po’ per incomunicabilità congenita: la moglie che chiede al marito A che ora torni – e il marito che risponde Appena ho finito torno – il padre che dice al figlio Dài, sbrigati – e il figlio che risponde Il tempo che ci vuole; e via così.

E allora, siccome la mancanza di risposte certe crea insicurezza e l’insicurezza spesso sfocia nella paura e nel panico, tutti ci siamo rifugiati dietro due slogan carichi di orgoglio e ottimismo: #IoRestoACasa e #AndràTuttoBene. Lo stiamo facendo tutti, anche io – e non c’è niente di male, sia chiaro, è un modo come un altro per infonderci sicurezza e darci una pacca sulla spalla per scaricarci la coscienza: tranquilli, non è colpa nostra, noi stiamo facendo il possibile e restiamo a casa, per il resto andrà tutto bene. Una cosa del genere.

Questo, ovviamente, non è l’unico sistema di auto-preservazione della nostra positività che stiamo adottando, ce ne sono degli altri. Non li conosco tutti, è chiaro, ma sono riuscito a riconoscerne alcuni. Li vedo sui social, sul web, sulle chat Whatsapp di amici e parenti, li ascolto al telefono, via Skype – ovunque. Ne ho riconosciuti 6 e ve li riporto qui:

  1. Condividere idee complottiste;
  2. Condividere ogni tipo di informazione riguardo la situazione;
  3. Prendersela con i cinesi;
  4. Prendersela con chi viene dal nord o, più in generale, con chi non rispetta le regole;
  5. Prendersela con il Governo;
  6. Saccheggiare.

Non entro nel dettaglio di ognuno di questi sistemi, mi limito a considerare il fatto che rientrano tutti nella sfera di pertinenza dell’ansia. L’ansia, la più sottovalutata delle pandemie.

(Ieri, mentre parlavo – rigorosamente al telefono – con un amico, è uscito fuori che se non sarà il Coronavirus a sterminare l’umanità, sarà l’ansia).

Ora: visto che quelli bravi dicono che bisogna sempre cogliere il buono da ogni persona e da ogni situazione, io ne sto approfittando per studiare e imparare. E la prima cosa che sto imparando è che c’è una sola domanda utile da farsi davanti a questo tipo di situazioni, ed è una domanda apparentemente stupida: Che giorno è domani?

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