Creatività libera e sfrenata, creatività senza controllo

«Odio i creativi». Queste sono tre delle otto parole con cui Giannicola De Antoniis, un superbo business coach con cui ho il piacere di collaborare, si è presentato a me, tendendomi la mano, il giorno che ci siamo conosciuti. Le altre cinque sono state: ciao, piacere, sono, Giannicola, e. «Ciao, piacere, sono Giannicola e odio i creativi».

E lo stava dicendo a me, che ho sempre creduto nel valore della creatività (nel marketing e nella comunicazione) come forma di espressione che veicola e genera emozioni, e non come un contenuto occasionale che segue le mode effimere del momento o scopiazza quello che ha già fatto la concorrenza.

Lui i creativi del marketing li odiava – e li odia tutt’ora. E ha pienamente ragione, perché la creatività è nulla senza controllo.

La creatività è alla base di ogni cosa. È mutamento, adattamento, piacere e storia. Non deve mai essere fine a sé stessa. Non esiste grande azienda al mondo che si rispetti che non abbia fatto i conti con questi quattro processi prima di diventare grande. La creatività è capacità di visione e, soprattutto, non deve mai essere fine a sé stessa – ma portare risultati tangibili, sempre.

La creatività può essere sfrenata e senza limiti solo dopo che è stata incanalata, a dovere; perché è come l’acqua che scorre libera e prorompe, ma se non la porti con un tubo al vaso, allaghi tutto e rischi di non annaffiare bene la pianta.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con i tuoi amici ⬇️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 × 1 =