Il mondo dopo il wi-fi

(Articolo apparso per la prima volta su cloudsindustry.com il 24 agosto 2018, con il titolo Il mondo dopo il Wi-Fi)

Ormai non ci facciamo neanche più caso, eppure qualcosa come sedici anni fa (anno più, anno meno) ci facevi caso eccome. Sentivi un leggerissimo ronzio nelle orecchie e sapevi che c’era qualcosa, nell’aria, chiamato Wi-Fi che rischiava di friggerti il cervello – e subito iniziavi a fantasticare di colate di numeri binari verdi e microchip sulla nuca in perfetto stile Matrix.

Sarà stato più o meno il 2002 quando una “semplice” tecnologia di rete da ufficio si è trasformata in una potente tecnologia ISP senza fili e a basso costo. E che ha iniziato a diffondersi molto rapidamente.

All’epoca (ma, volendo, anche oggi) gli smanettoni lo chiamavano 802.11 e, a parte i soliti scetticismi e catastrofismi, tutti avevano capito che con questa tecnologia era possibile fare cose ben al di là di quelle per cui era stata pensata (riportando la cosa ai giorni nostri, un po’ come usare i cellulari non più solo per telefonare o i social non più solo per rimorchiare, per intenderci).

Successivamente, sono stati messi ripetitori in diversi, tanti luoghi e posti differenti; e così è stato possibile collegare insieme tutta una rete internet senza fili che funzionava anche all’aria aperta, e non solo nelle quattro mura di un ufficio.

Nel giro di qualche anno, poi, sono stati messi in commercio un numero sempre maggiore di dispositivi (sempre più a buon mercato) in grado di collegarsi facilmente a questa nuova rete. E così ha avuto inizio la rivoluzione. Silenziosa ma devastante.

È nato un nuovo mondo, nuovissimo; molto più veloce e aperto di quanto si sarebbe mai potuto pensare.

E, di certo, non è finita qui…

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