Regressione culturale a furor di web

Questo post nasce da una riflessione portata avanti in questi giorni con Giannicola De Antoniis, in cui si parlava della lezione di Popper:

la televisione crea bisogni fittizi, distrugge le diversità, svuota di significato culture centenarie; e, sul lungo periodo, questo impoverimento intellettuale dello spettatore può avere un effetto grave sull’intera società.

Ma cosa succederebbe se sostituissimo ‘televisione’ con ‘web’ e, quindi, aggiornassimo la lezione, contestualizzando ai giorni nostri? Sia chiaro, non che oggi la televisione non abbia un influsso fortissimo sulle persone, sia chiaro, ma vuoi mettere il web?

Comunque, cosa succederebbe, dicevo, se mettessimo al centro della riflessione di Popper il web? Succederebbe questo:

il web crea bisogni fittizi, distrugge le diversità, svuota di significato culture centenarie; e, sul lungo periodo, questo impoverimento intellettuale dell’utente può avere un effetto grave sull’intera società.

Direi che il discorso fila, no? E fila perché il web fa leva su tre grandi trigger point – ne ingigantisce il desiderio, la voglia e il bisogno e, al contempo, te li mette a portata di mano:

Questi tre trigger point sono: il Sesso (molto più facile da trovare che in tv, grazie ai vari Pornhub e derivati), i Soldi (il web pullula di annunci che promettono in farti diventare ricco in 7, 10, 12 giorni e compagnia bella) e il Potere (qui entrano in gioco i social, che, come diceva il buon Eco «danno parola a legioni imbecilli» e trasformano qualunque agnellino in un sovradimensionato leone da tastiera).

(Fonte: Giannicola De Antoniis, Business Coach)

Sesso, soldi e potere. Che poi sono tre leve che sollevano il mondo da sempre. Datemi soldi, sesso e potere e vi solleverò il mondo, avrebbe detto Archimede se fosse vissuto ai giorni nostri.

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