L’ambiente non deve riguardare solo gli ambientalisti

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Qualche giorno fa ho letto un articolo che diceva: «In 100 anni 27.600 specie animali si sono estinte. E la colpa e solo nostra». E continua dicendo che tra il 1970 e il 2014, abbiamo perso il 60% dei vertebrati. Si tratterebbe della sesta estinzione di massa, la prima nella storia causata dall’uomo.

La ricerca del Mit ha ricostruito che quattro delle cinque precedenti estinzioni di massa furono causate dal superamento dei valori limite di anidride carbonica nell’atmosfera e poi negli oceani. La “soglia critica” di carbonio identificata da Rothman, oltre la quale scatta l’effetto domino che termina nelle estinzioni di massa, è 310 gigatonnellate di emissioni di CO2 negli oceani. Per lo scienziato ci siamo già molto vicini: il limite sarà raggiunto “entro la fine del secolo”, se il tasso di emissioni globali di CO2 non sarà arginato. “Nei 10mila anni successivi” al 2100 si creerà poi uno squilibrio degli ecosistemi che culminerà “potenzialmente nella sesta estinzione di massa”. Rothman è però meno catastrofista di Ceballos e di altri colleghi, concedendo all’uomo ancora alcuni decenni per rimediare.

– Fonte: Thevision.com

Il succo di tutta la questione è uno: il pianeta ha un numero limitato di risorse e, se continuiamo a utilizzarle in maniera così scriteriata prima o poi finiranno.

Per questo è importante sviluppare una coscienza sul tema dell’inquinamento, perché l’ambiente non è qualcosa che deve riguardare solo gli ambientalisti, ma anche tutti noi.

Di questo parla Plastic Earth, il documentario che abbiamo realizzato nel 2019 in Clouds Industry, in collaborazione con il WWF Abruzzo e le Guide della Riserva Borsacchio.

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