Senza ipocrisie e con la giusta dose di consapevolezza

A Natale siamo tutti più buoni, più allegri, più generosi, più colorati, più solidali, più amorevoli, più morbidi, più golosi, più propositivi, più belli, più canterini, più spirituali. A Natale siamo tutti di più. Perché il Natale è così: amplifica sempre tutto.

Questo Natale, però, no.

Questo Natale siamo tutti un po’ meno: meno buoni, meno allegri, meno generosi, meno colorati, meno solidali, meno amorevoli, meno morbidi, meno golosi, meno propositivi, meno belli, mano canterini, meno spirituali. Questo Natale siamo tutti meno. Perché se il Natale amplifica tutto, amplifica anche la solitudine, i divieti e la paura.

Amplifica tutto così tanto che vivere questo Natale come abbiamo vissuto l’ultima Pasqua ci sembra la morte. Pazienza se a Pasqua i divieti, la paura e la solitudine erano anche di più. La Pasqua non è il Natale. Il Natale amplifica, la Pasqua no.

(D’altronde, se si dice “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” ci sarà anche un motivo, no?)

Chissà, però, se siamo davvero tutti così profondamente tristi. Scavando a fondo, proprio giù giù nei meandri più reconditi del nostro essere, siamo davvero così tristi?

Interminabili riunioni di famiglie, adolescenti che sbuffano ai lati della tavola, bambini sballottati a destra e a manca, Malox come se piovesse, anziani rincoglioniti dalle urla dei più picoli, sorrisi di circostanza per mascherare regali di merda, mamme, nonne e zie ai fornelli dalle prime luci dell’alba, fratelli e sorelle che non si parlano più per inezie che risalgono alla notte dei tempi, la carta dei regali che sommerge tutto appallottolata ovunque, frecciatine manco tanto velate tra nuore-generi-suoceri-cognate-cognati.

Uno scenario, ammettiamolo, che ritrae una certa maggioranza di famiglie italiane che, nonostante tutto, continuano a lottare, ogni anno, per far rivivere lo Spirito del Natale. Perché? Per salvare il Natale e, forse, per salvare loro stesse.

Ma quest’anno, forse, possiamo salvare il Natale in un altro modo, senza ipocrisie e con la giusta dose di cinismo: ammazzando lo Spirito di Natale.

Se non salveremo questo, almeno potremo sperare di salvare quelli futuri.

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