Scuola e Coronavirus: un altro inutile contributo al dibattito

scuola e coronavirus

Piccola riflessione sul tema ‘scuola e Coronavirus’, senza colore politico né superiorità. Solo una riflessione. La seguente.

A causa del diffondersi del nuovo Coronavirus e dell’aumento di contagi di COVID-19, il 5 marzo tutte le scuole d’Italia sono state chiuse – praticamente pochi giorni prima del lockdown.

Il 3 maggio 2020 il lockdown è terminato, ma già si parlava in maniera più o meno sicura della necessità di nuove restrizioni subito dopo l’estate.

Scuola e Coronavirus

Adesso, 21 agosto 2020, dopo cinque mesi si torna a parlare della possibilità di poter riaprire le scuole a settembre garantendo gli standard di sicurezza. A questo proposito, il CTS si è riunito subito dopo ferragosto per trovare una soluzione che assicuri il distanziamento, l’uso della mascherina e di tutto ciò che potrebbe tutelare la salute degli studenti e contrastare la diffusione di questo nuovo Coronavirus.

Cioè, il CTS si è riunito dopo più di cinque mesi per trovare una soluzione veloce a un problema che deve essere risolto nel giro di pochi giorni, per garantire la riapertura delle scuole a settembre. Abbiamo aspettato cinque mesi e adesso ci troviamo a dover trovare una soluzione in un paio di settimane (settimana più, settimana meno).

Ipotesi riapertura delle scuole

Pare che, in un modo o nell’altro, le scuole riapriranno – con banchi distanziati (ci sono davvero aule così grandi?), con alunni con le mascherine (non siamo riusciti a tenerci le mascherine noi adulti, figuriamoci i ragazzi), con l’obbligo di igienizzarsi le mani (e come?) e compagnia bella.

Ipotizziamo che tutto ciò avvenga: come ci si gestirebbe, che ne so, durante la ricreazione? O in palestra, durante l’ora di educazione fisica? O anche semplicemente all’entrata e all’uscita da scuola?

I ragazzi delle scuole superiori potrebbero essere più ligi e ordinati, certo; ma con i bambini delle elementari, come la mettiamo?

Cosa succederebbe se un solo ragazzo all’interno della scuola dovesse contrarre il COVID-19?

Facciamo una proiezione a spanne: se in una classe di 15 alunni si dovesse ammalare uno studente, immagino che dovrebbero essere messi in quarantena tutti gli altri 14 ragazzi e le rispettive famiglie e tutte le persone che sono entrate in contatto con tutti gli studenti e con tutti i membri della loro famiglia. Ma chi ci dice che, durante una giornata di scuola questo poveretto non sia entrato e contatto con qualche altro studente o docente? Si creerebbe un effetto valanga incontrollabile.

E in più, anche volendo mettere tutti in quarantena, non dovrebbero uscire da scuola, perché altrimenti ci si mette un amen a contagiare (potenzialmente) tutta la città durante il spostamenti scuola-casa e viceversa.

Cosa si sarebbe potuto fare in questi mesi

Ovviamente confido nel buon senso e nelle capacità di chi è chiamato a prendere le decisioni intorno al tema ‘scuola e Coronavirus’.

Però, visto che già dal giorno dopo la fine del lockdown si ipotizzavano nuove restrizioni a partire da settembre, non si sarebbe potuto impiegare quel tempo per trovare un modo di migliorare e rendere più fruibile e alla portata di tutti il sistema della didattica a distanza?

That’s it!


[In cover photo by Feliphe Schiarolli on Unsplash]

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