Storia miniMA #3

Il mare si prese tutto, suo marito, i suoi figli, la speranza di vederli tornare a ogni tramonto e la convinzione che le sue preghiere fossero destinate a orecchie misericordiose che le avrebbero accolte. Il mare si prese tutto, tutto quello che ogni mattina le dava la forza di aprire gli occhi e affrontare il giorno. E adesso anche le preghiere si erano rivelate parole vuote piene di lacrime e rancore. Il mare si era preso tutto e, ora che non aveva più niente, non le restava altro che una vendetta salata da infliggere alle onde. Prese il coltello da cucina, quello più appuntito con cui sventrava il pesce che le riportavano suo marito e suo figlio dopo una giornata in mare, lo strinse forte con entrambe le mani e si tuffò in mare, decisa più che mai a sventrarlo come un merluzzo. E mentre le onde lottavano con il suo corpo, ogni pugnalata al mare era una pugnalata al suo cuore e una ventata di rinnovata speranza. La lotta durò pochi minuti, e alla fine il mare si arrese – vinto da una grande macchia di sangue che si allargava sulla sua superficie salata. Aveva vinto lei, il mare era sconfitto, ferito e abbandonato. E lei adesso avrebbe riabbracciato il tutto che le era stato strappato via. La macchia rossa galleggiava come petrolio sul mare, trasportando il corpo senza vita e sorridente della donna che aveva sfidato il mare. E aveva vinto. Almeno per lei.

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