AA.VV., Mattia Albani (prefazione), Palma Caramia (postfazione)

Fantàsia

/Antologia di inediti per beneficenza a favore di ASROO/

Nell’antologia si sperimenta il tema della fantasia, insieme a: Aharan Lee, Elena Panzera, Giorgia Sbuelz, Greta Guerrieri, Maggie Van Der Toorn, Monica Serra, Silvia Bruni, Stefano Labbia.

Genitori, quando vi dicono che i vostri figli non leggono, non arrabbiatevi con i vostri ragazzi. Ugualmente, ragazzi, quando vi accusano di non leggere abbastanza, non demoralizzatevi. Perché la colpa non è vostra, ma è di chi non vi mette in condizione di leggere: la scuola, la società, gli autori.

Sì, lo so, ne è pieno il mondo di autori e di libri – ma quanti di loro, libri e autori, si immedesimano davvero nei ragazzi, nei loro problemi?

Ci deve essere, nella letteratura per ragazzi, quella vera, che parla alla loro pancia, una certa forma di eleganza, priva di vezzi ma ricca di contenuti, che chiama i ragazzi a una riflessione tutta particolare, quasi inconsapevole, come quando ticchettano con le dita sugli smartphone o registrano un video per TikTok o qualche altro social media. Non importa lo stile di quanto stanno leggendo, diventa un piacere quasi fisico generato dal toccare le giuste corde, le giuste emozioni, le giuste esperienze, come un paio di occhiali per l’esperienza 3D che amplifichino l’attenzione dei giovani lettori.

I libri per ragazzi devono farsi leggere non tanto per insegnare, né alla fine per intrattenere in maniera educativa: devono farsi leggere perché la loro prosa scorre sulle stanchezze dei ragazzi, sulle loro sconfitte, sulle loro debolezze, e ne alleggerisce il fardello, facendo loro capire che c’è chi è pronto a condividerne il peso. Così si spronano i ragazzi alla lettura: offrendo loro un supporto onesto.

Non me l’aspettavo, ma questo libro, incarna quanto espresso finora in maniera magistrale. Bullismo, abbandono, abuso di potere, crisi famigliari, sono questi i disagi dei ragazzi di oggi (soprattutto nella fascia che va dagli otto ai tredici anni) ed è di questo che parla Fantàsia, andando a stuzzicare certe ferite cicatrizzate, ma mai guarite del tutto – e stuzzicandole torna a farle sanguinare, e facendole sanguinare torna a farle affiorare nella memoria dei ragazzi, così che potranno nuovamente essere cauterizzate, curate per sempre – guarite davvero.

Può accadere, infatti, che l’indifferenza degli adulti, o l’eccessiva attenzione, risulti davvero insopportabile ai ragazzi, e allora ecco che arriva a dar loro conforto una frase come “I grandi” come li chiami tu… non hanno un bel niente di grande! La maggior parte di loro è egoista e pensa solo ai propri guai! Al proprio cammino! Non hanno interesse per nessun altro! Men che mai per… noi!” – che instaura con i ragazzi un rapporto onesto, rendono credibile il libro che si accingono a leggere, e li fa sentire compresi.

Alle volte possono bastare poche righe per far capire qualcosa che finora è stato sempre travisato: “Hai capito, infine che le regole non servono a punirti… ma a proteggerti”. Oppure: “Che pasticcio! Che pasticcio! Volevo libertà e niente regole ed ecco dove sono finita! Sul fondo di un burrone!”

In Fantàsia i vezzi stilistici di una certa prosa di genere e i preziosismi di inutile erudizione cedono il passo alla potenza dell’argomento del testo, vale a dire la denuncia e la comprensione di tutta una serie di problematiche sociali dei ragazzi del nostro tempo. In una serie di racconti perfettamente allineati tra loro. Il piacere ne risulta totale. Quasi istruttivo, ma non didattico.

Mi è capitato, leggendo queste pagine, di pensare a quante cose non siamo in grado di comprendere – o fingiamo di ignorare – e che invece queste pagine spiegano: la vita dei ragazzi. Che poi sono gli stessi ragazzi che, spesso, fanno fatica a comprenderla. Ecco, allora, un altro motivo per cui questo libro risulta indispensabile nella biblioteca di ogni genitori e di ogni figlio: lo leggi e, di fatto, capisci tutto, e lo capisci guardando dallo stesso punto di vista dei ragazzi, immedesimandoti ed empatizzando. Lo leggi è diventi, tu genitore, tu ragazzo, una sorta di segnalibro: sei una parte del libro, ma non sei il libro. Sei dentro, ma guardi dall’esterno. Ti lasci divorare, ma sai sempre dove ti trovi e sei pronto a cambiare rotta, a ritrovare il segno della tua vita di ragazzo o di genitore. Sei lì, ma non sei lì. Ma il solo fatto di esserci ti rende protagonista esterno che assiste alla trama della fabula e può modificare la trama del reale (e, in questo, la scelta di puntare sul fantasy risulta vincente).

Questo libro, infine, ci mostra come, cambiando il punto di vista, le cose del mondo possano sembrare diverse, anche se diverse non sono. E, poiché le diversità arricchiscono la vita di ciascuno, questo libro arricchirà le vite di ogni lettore, giovane o meno giovane che sia.

Fantàsia: sono i piccoli particolari a fare la differenza (anche solo un accento).