Come ho provato a trovare più tempo per scrivere

trovare più tempo per scrivere

Una volta, un mio compagno di università ha aperto il frigobar del ripostiglio per le scope che era la mia casa da studente e, quando vide che era pieno zeppo di tupperware tutti belli impilati, etichettati e ordinati per giorno della settimana, mi disse: Tu sei uno psicopatico.

Lo disse per scherzo ma, ripensandoci a distanza di quasi quindici anni, forse non aveva tutti i torti: in quei tupperware c’erano tutti i pasti della mia settimana, divisi per primi, secondi e contorni.

Praticamente: avevo questa fissa che dovevo comprimere il tempo per dilatarlo il più possibile.

Mi spiego: ogni sabato sera, cucinavo quasi un chilo di pasta e la sporzionavo nei tapperware, per avere i pranzi della settimana già pronti. Cosa molto simile facevo con i secondi e con i contorni. Non solo: ammucchiavo tutta la biancheria e i vestiti sporchi e li andavo a lavare in una lavanderia a gettoni (a volte capitava anche che usassi due lavatrici contemporaneamente, se i panni era troppi o se la macchina più grande era occupata). Facevo cose così. E le facevo per avere più tempo, durante la settimana, per studiare. Comprimevo tutto il tempo che reputavo inutile, per cercare di averne di più, di quello utile.

Questa gestione del tempo così contratta me l’aveva inculcata un’arzilla professoressa che insegnava, quattro ore a settimana, Teoria e pratica del testo letterario (la stessa professoressa che, a distanza di mesi, mi aiutò a pubblicare L’Apnèa dei 22): Ottimizzate il tempo, ammucchiate tutto quello che dovete fare e che non vi appassiona e fatelo tutto in una volta, così avrete blocchi temporali più ampi per fare tutto quello che ritenete più importante – ci diceva.

Il suo discorso si riferiva a come trovare più tempo per scrivere, ma io all’epoca decisi che era più importante studiare – per cui applicai il suo consiglio per ricavarmi tanto tempo consecutivo per studiare.

Ammetto che, all’epoca, nell’applicazione forse ero stato un tantino eccessivo e integralista – e ammetto anche che alla fine mi ritrovai a studiare troppo e male. Ma se applicato con intelligenza e con un po’ di sale in zucca (non come ho fatto io qualcosa come quindici anni fa) può rivelarsi un sistema molto utile e produttivo – anche per trovare il tempo di scrivere.

Una volta imparato a padroneggiarlo, sembrerà davvero che il tempo si sia dilatato!

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